Principi - approfondimenti di una didattica x l'arte.

1. Una fluida alternanza ed integrazione tra teoria e pratica:

ogni intervento teorico è coadiuvato dall’uso di immagini proprie ed altrui – ad ogni intervento teorico deve seguire una sperimentazione pratica intorno alle nozioni apprese.

2. Un rispetto per la peculiarità ed unicità dell’allievo:

nessuno – neanche un principiante – parte da zero e ciascuno apporta nel processo didattico la sua unicità che va salvaguardata e protetta da interventi didattici troppo invadenti e caratterizzati da una linearità rigida ed identica per tutti. L'insegnante deve avvertire la direzione particolare che ogni allievo – in modo inconsapevole – sta intraprendendo ascoltando le sue esigenze del momento. Inoltre, pur dosando le difficoltà e definendo i limiti necessari per circoscrivere il gioco creativo, è necessario avere la premura di lasciare sempre un certo margine di scelta. La persona deve essere messa nella condizione di poter lavorare sempre su qualcosa di significativo per sé e deve poter sperimentare l’uso di moltissimi materiali per poter trovare gli strumenti e medium più affini al suo sentire. Un insegnamento che non tiene conto dei ritmi individuali non lascerà tracce profonde e spesso demotiva e demoralizza.

 

3. Una considerazione del gruppo degli allievi come risorsa importante perché portatrice di altri modi di vedere.

Pur dando molto spazio ad un insegnamento che segue ogni allievo in modo individuale, vanno create regolarmente delle attività dove tutto il gruppo lavora intorno allo stesso argomento (che può essere una tematica oppure un elemento dell'immagine). In tal modo si crea la possibilità di constatare la grande varietà di soluzioni facendo in modo che i lavori diventino paragonabili, non al fine di giudicarli, ma di apprezzarne la diversità che costituisce una vera ricchezza.

4. Un superamento della divisione rigorosa tra le tecniche.

Una rigida divisione tra le varie tecniche grafiche e pittoriche che crea dei nocivi compartimenti stagni non porta né ad una vera comprensione né ad una futura libera sperimentazione. Ci ispiriamo sia ai materiali, alle tecniche ed ai modi di dipingere degli antichi maestri, sia a quelli usati nel '900 e nell'arte contemporanea ... e poi ci prendiamo la grande libertà di giocarci e di combinarli in tecniche miste davvero sorprendenti e spesso più consone al nostro modo di sentire. Sarebbe un bene – laddove possibile – che tutti i materiali e le attrezzature per le varie tecniche potessero convivere sugli scaffali del laboratorio.

5. Un’introduzione pratica con le materie prime e gli ingredienti di base è auspicabile accanto ai materiali già pronti per l'uso.

L'esperienza di partire dal colore crudo – dai pigmenti e dalle terre – stemperandolo autonomamente con gomme, colle, olii, resine, cere e varie emulsioni porta ad una comprensione vera e profonda delle proprietà dei materiali e delle caratteristiche peculiari delle tecniche e della loro eventuale compatibilità. Anche tutti i supporti usati vanno preferibilmente qualche volta preparati in modo autonomo. Avere una idea precisa delle proprietà della moltitudine di materiali utili all'artista significa conoscere bene tutti gli ingredienti e poter “cucinare” da soli senza necessariamente seguire le ricette altrui, trovando degli effetti più efficaci per il proprio messaggio.

 

6. Un frequente uso delle linee di forza per analizzare i propri lavori e le opere altrui.

Molte immagini che funzionano sono riconducibili a poche linee di forza – deducibili intuitivamente dallo spettatore – che riassumono il contenuto dell'immagine. Per ottenerle occorre fare una traduzione accurata in linee del senso globale di un'immagine ... sono delle linee sentite: vedere queste linee vuol dire aver trovato una chiave d'accesso al perché di quell’immagine e del suo contenuto. Per i principianti inizialmente le linee di forza sono un argomento arduo perché non riescono a vedere al di là della superficie descrittiva delle immagini, ricalcano semplicemente il contorno degli oggetti e rimangano intrappolati dal racconto puramente discorsivo. Tuttavia insistendo su questo argomento tramite un invito frequente di esercitarsi con particolari esercizi mirati, si nota che il pensiero visivo comincia a svilupparsi. Un altro vantaggio di mettere le linee di forza al centro dell'attenzione è che illustrano chiaramente la interrelazione tra molta arte figurativa ed arte astratta, visti solitamente dall'allievo principiante come due mondi totalmente diversi e separati.

 

7- Una proposta di esercizi rassicuranti che contengono però sempre una piccola sfida.

Pur credendo che la fattura di copie di opere d'arte possa essere molto interessante per l'apprendimento di una tecnica e possa aiutare anche a comprendere “il modo di stare nel mondo” dell'autore mettendosi nelle sue “scarpe”, credo che questo metodo didattico vada usato con parsimonia così come l'abitudine di dipingere e “copiare” delle fotografie.

Pur dando agli allievi un' ancora facendoli partire da immagini altrui possiamo proporre delle manipolazioni che incentivano l'allievo a metterci del proprio e a essere presente in modo creativo e fantasioso; p.e. Tradurre una foto in bianco e nero in un quadro a colore; Inquadrare un piccolissimo dettaglio di un opera d'arte ed ingrandirlo una ventina di volte; Combinare tre immagini ritagliate da una rivista in una unica composizione, Prendere in prestito un impianto cromatico da un opera d'arte per dipingere una natura morta.

8. Una presentazione di artisti ed del loro operato quando si riscontra una particolare affinità con il lavoro di un allievo.

Scoprire che altre persone hanno saputo dare una veste materiale ad un sentire che è simile al nostro è una vera gioia e non può che incentivare la nostra ricerca personale. Inoltre è sicuramente il modo più naturale di usufruire dalla storia dell'arte.

9. Un uso frequente del disegno e della pittura dal vero.

Lo studio del disegno e della pittura tramite un contatto intenso con un frammento della realtà esterno è essenziale ed insostituibile: ci coinvolge in modo del tutto diverso rispetto a quando usiamo delle fotografie: siamo più responsabili perché determiniamo noi il punto di vista e la composizione complessiva. Inoltre ci espone al problema di tradurre un volume con tre dimensioni sul foglio piatto.

10- Un lavoro sulla consapevolezza di come il nostro corpo è il medium/strumento primario.

Attraverso degli esercizi possiamo sentire come gli strumenti dell'arte siano l'estensione di un orientamento corporeo e di un sentire corporeo –“si dipinge con la pancia”- e sperimentare le sensazioni/ tensioni corporee come possibili fonti di immagini e forme. Inoltre si può capire l'importanza dell'essere-corpo nell'arte gestuale e segnica e come ogni linea sensibile o il gesto nasce necessariamente da una tensione corporea particolare.

 

11. Un’offerta di esercizi particolari pensati specificatamente per ampliare la propria capacità immaginativa.

Creare qualcosa di autentico, che non sia impartito alla persona, non può, per la sua stessa natura, essere previsto nel processo didattico. Possiamo però creare un’atmosfera dove l’inventiva viene premiata e dove l’errore, lo sbaglio e la casualità vengono considerati come possibilità di ulteriore sviluppo del pensiero creativo o divergente. Inoltre possiamo offrire degli esercizi che permettano la libera associazione, proporre delle visualizzazioni guidate, offrire delle esperienze di sinestesia volte a scoprire un proprio iter personale.

 

12. Un’analisi degli elementi dell’immagine insieme ad una esplorazione delle proprietà del campo visivo.

Scomporre l’immagine nei suoi elementi costitutivi ed esaminarli separatamente può essere qualcosa di molto istruttivo e veniva già raccomandato dagli artisti-insegnanti della Bauhaus. Esaminiamo le possibilità espressive del punto e della linea, del chiaroscuro, del colore, del ritmo, della texture, degli spazi negativi e positivi, della composizione etc. Occorre tuttavia prendersi cura che tali esercizi rimangano significativi per l’allievo e che i dati appresi rispetto al singolo elemento dell’immagine vengano ricontestualizzati nella complessità che caratterizza l’immagine : si crea una “gestalt” che supera e cambia le proprietà degli singoli elementi. Altrettanto importante è creare delle occasioni per constatare che l’oggetto della nostra percezione non è in primo luogo un insieme di oggetti, forme e colori bensì un insieme di tensioni guidate. L’esperienza visiva è essenzialmente dinamica. Questa caratteristica si sperimenta chiaramente laddove si cerca un equilibrio e può essere sfruttata abilmente per il nostro messaggio.

13. Una considerazione del contenuto come la necessità interiore che guida l’artista nella costruzione dell’immagine.

Al di là di certe correnti artistiche che negano che l’essenza dell’immagine sia riposta in qualcosa che va al di là del puro materiale e della pura forma estetica e nel rispetto di tali pensieri, è comunque opportuno far capire ed affermare insieme a R. Arnheim, che “l’arte è una delle ultime fortezze rimaste, dove si riattivano quelle potenzialità, privilegio dell’uomo, che permettono di capire eventi e oggetti come riflessi del significato della vita .... La nostra vita non è più simbolica ... quando dividiamo il pane e laviamo le nostre mani, siamo preoccupati soltanto di igiene e nutrimento... L’arte può costituire un forte antidoto in un periodo finalizzato a funzionalità, utilità e distrazione, a condizione che non si consideri l’arte come una tecnica per intrattenere i sensi, ignorando il suo messaggio”. E necessario dunque sottolineare, al di là dei interessi vari di un mercato, che la vera vocazione dell’arte sia quella di costruire un ponte tra noi e il mondo (inclusivo delle altre persone) dando una veste materiale al nostro particolare modo di essere - nel - mondo.

 

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La scuola è caratterizzata da una didattica che pone al centro le esigenze della persona, basata su una esperienza trentennale ed animata da una genuina passione per l'insegnamento di tutta l'arte visiva.

L'insegnante Kristien De Neve si è laureata alla facoltà di Psicologia e Pedagogia con specializzazione nella Pedagogia dell'Arte all'Università di Lovanio (Belgio).  Nel 1992 si è diplomata in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma.  Attiva come  artista professionale al livello internazionale, ha insegnato a tutte le età nei contesti più vari:   nei corsi di aggiornamento per insegnanti sulla tematica della creatività,  alla scuola serale Arte e Mestieri del Comune di Roma e all'Accademia di Moda e Costume,  all'Accademia di Belle Arti di Perugia.  Dal 2014 è Professore d'Arte (disegno e scultura) all'Università Americana di Roma (AUR).